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Il sindaco di Cortina rinviato a giudizio per diffamazione

Il sindaco di Cortina Andrea Franceschi riceve il rinvio a giudizio nella causa di diffamazione mossagli dall'ex responsabile dei lavori pubblici

(CS) - Diffamazione. E’ questa l’accusa che il Sindaco di Cortina Andrea Franceschi dovrà sostenere in tribunale in seguito alla querela  presentata dall’ormai ex responsabile del Servizio lavori pubblici del Comune Emilia Tosi. Il primo cittadino della Regina delle Dolomiti non è nuovo a duri confronti con le figure apicali dell’Ente di cui è alla guida. Già nel 2007 cinque dirigenti comunali non vennero riconfermati nell’incarico, retrocedendo alla classe retributiva di funzionari di  
categoria D3/D5 con un risparmio  per il Comune di diecimila euro al  mese, tredicesima compresa, per le quasi sessanta mensilità passate da allora. “Il risparmio non è stata l’unica ragione del ridimensionamento” ha più volte spiegato il Sindaco. “Alla base c’era la mia decisione di ridurre le proporzioni dell’apparato burocratico riportandolo alle dimensioni adatte alle nostre esigenze”. Poi, nel 2011, fu il caso di Emilia Tosi. Anche lei a capo di un ufficio – la  figura dei dirigente era stata soppressa – non venne confermata nell’incarico per i problemi sorti nelle pratiche amministrative delle > quali era responsabile. Nei suoi confronti Franceschi espresse il seguente giudizio– la dichiarazione è agli atti e rappresenta parte del capo di accusa –: “E’ maleducata, risponde ai cittadini, tratta male le  
 associazioni […] ogni appalto che fa lo sbaglia, bisogna sempre riproporlo e sistemarlo”.

Nel 2007, inseguito al ridimensionamento, tre funzionari mossero causa nelle diverse sedi al Comune. Cause che si sono finora tutte risolte a  grandissimo e quasi completo vantaggio dell’Amministrazione. “Il tutto a fronte di oltre 600mila Euro di risparmi” riprende il Sindaco.

Nel caso di Emilia Tosi, però, la vicenda ha avuto uno strascico personale, perché il Sindaco, oltre alle succitata dichiarazione, si rivolse alla sua ex dirigente con le seguenti parole - anch’esse estrapolate dalla notifica del rinvio a giudizio -: “[…] una che in un’azienda privata dura cinque minuti, i suoi cantieri sono tutti fermi e non risponde a me e ai suoi assessori, tutte le cose che volevamo portare avanti sono lì inchiodate nel suo ufficio […] ”. Parole, commenta oggi il Sindaco, “delle quali ero e sono fermamente convinto. Il servire nella Pubblica Amministrazione deve essere un onore e un premio per i più intraprendenti, non una questione di privilegio sindacalizzato che permette a chi vuole evitare ogni fatica di sonnecchiare beatamente a spese del contribuente; e che spese! Così facendo una piccola minoranza di persone – a Cortina una porzione, in totale onestà, sempre più piccola - svilisce e getta un’ombra sulla maggioranza dei dipendenti comunali che lavora di gran carriera, a partire dai nostri operai”.

“Difendere il lavoro significa tutelare chi lavora, non garantire impunità a scansafatiche e inetti. Di questo sono fermamente convinto, come sono altresì convinto che l’unico modo per riconoscere la dignità del lavoro sia farlo attraverso il riconoscimento del merito personale, non del privilegio di casta. La mia vera colpa per la quale devo  affrontare tanti ostacoli” aggiunge il Sindaco di Cortina “è di aver sfidato il predominio della burocrazia in un Ente pubblico. Per questo pago e ho pagato con processi su processi. Ma sono contento, e lo rifarei, perché bisogna avere il coraggio per cambiare, e in meglio, il funzionamento della Pubblica Amministrazione. In tanti ne parlano, io l’ho fatto: ho risparmiato 600mila Euro dei cittadini dimostrando che i burocrati non sono intoccabili  e che le cose possono cambiare. E anche se questo ha un costo, sono pronto a pagarlo. Ci sono uffici nel Comune di Cortina d’Ampezzo dove il lavoro che un tempo facevano tre impiegati stile ’ministero romano’ oggi lo svolge un solo o una sola giovane dinamica alla quale è stata data la possibilità di cambiare. Uno dei tanti cambiamenti che quest’Amministrazione, tra mille trappole e sussulti di potentati consolidati e cricche varie, lascerà in eredità ai suoi successori”.

(Comunicato stampa dell'Ammnistrazione Comunale)

05/01/2013 - Redazione


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