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LA REGIONE TRENTINO-ALTO ADIGE RINNOVA LE BORSE DI STUDIO PER LA FREQUENZA DI UN ANNO ALL’ESTERO

Ne possono beneficiare anche i ragazzi di Cortina

La Giunta Regionale della Regione Trentino Alto Adige con delibera n. 211 del 12.10.2010 ha rinnovato anche per l'anno 2011-2012 l'erogazione di sessanta borse di studio per la frequenza di un anno scolastico all'estero. L'iniziativa è finalizzata all'acquisizione di una profonda conoscenza delle lingue dell'Unione Europea e alla promozione dell'integrazione europea e della diffusione del senso di appartenenze all'Europa. Questa interessante opportunità è destinata agli studenti residenti nella Regione Trentino Alto Adige ed è esplicitamente estesa a quelli residenti nei comuni ex-tirolesi di Cortina d'Ampezzo, Colle Santa Lucia, Livinallongo del Col di Lana, Pedemonte (Vi), Magasa e Valvestino (Bs) frequentanti attualmente la terza classe di un Istituto superiore e che sono interessati a perfezionare le proprie conoscenze della lingua tedesca, inglese o francese e a conoscere direttamente gli usi, i costumi, le tradizioni e la cultura delle popolazioni dei paesi ospitanti durante il quarto anno di scuola superiore.
In un mondo con sempre meno confini, dove la conoscenza di più lingue straniere è diventata una necessità, ci pare questa una occasione da non perdere. La Regione Trentino Alto Adige provvede all'organizzazione dei soggiorni per tutti gli studenti e al finanziamento parziale o totale in base alla situazione ISEE famigliare. Per l'ammissione bisogna presentare domanda dal 1° al 28 febbraio 2011 e sostenere poi un esame di lingua e uno di conoscenza dell'Unione Europea.
Negli anni passati, già alcuni studenti dei nostri tre Comuni hanno aderito all'iniziativa: nell'anno scolastico 2008/2009 uno studente di Livinallongo è stato in Inghilterra, come nel 2009/2010 Francesco Corte Colò di Cortina d'Ampezzo, mentre Beatrice Colcuc di Colle Santa Lucia sta trascorrendo il corrente anno scolastico a Regensburg in Germania.
Le informazioni dettagliate e i moduli di iscrizione si trovano nel sito www.regione.taa.it/europa
Abbiamo chiesto a Francesco Corte Colò, di raccontarci la sua esperienza e siamo sicuri che risponderà volentieri ad altre vostre domande.
«Passare un periodo di tempo all'estero è un desiderio che accomuna molti giovani. Le motivazioni principali sono l'apprendimento della lingua locale ma anche la voglia di conoscere nuovi luoghi, persone e culture, e, perché no, di allontanarsi per un po' dalla realtà in cui si è sempre vissuti. Perlomeno queste sono le motivazioni che hanno spinto me a scegliere di trascorrere un anno scolastico all'estero. Questa decisione è solo la prima, perché poi bisogna scegliere il Paese in cui recarsi e l'organizzazione cui affidarsi per la predisposizione del tutto. Inizialmente avevo scelto l'America, ma poi venni a sapere della possibilità di ottenere una borsa di studio dalla regione Trentino-Suedtirol per passare un anno nel Regno Unito o in Irlanda. I requisiti richiesti erano la residenza nella regione o in un Comune con essa confinante e avere un'alta media di voti scolastici. Decisi così di intraprendere questa strada anche perché sarei rimasto in Europa e avrei avuto più possibilità di rientrare a Cortina per alcune festività. Superate le prove di lingua e di conoscenza dell'Unione Europea, la Regione organizzò la mia permanenza nel Regno Unito, occupandosi di trovare la scuola e la famiglia ospitante. E così l'11 settembre 2009 sono partito alla volta dell'Inghilterra. Il luogo in cui ho passato l'anno scolastico scorso è Bournemouth, una città piuttosto grande ed estremamente cosmopolita sulla costa meridionale dell'Inghilterra. La famiglia ospitante si trovava nella stessa città, mentre la scuola si trovava vicino al centro. Il primo impatto pensavo fosse molto duro, invece grazie alla disponibilità dei professori del college e grazie soprattutto agli altri ragazzi italiani, le prime settimane sono passate velocemente e senza grosse difficoltà. La lingua all'inizio era un po' un problema, ma tutti, dalla famiglia ai professori, erano abituati a questa situazione, e quindi sono stati molto pazienti e ci hanno aiutati finché, un po' alla volta, abbiamo raggiunto un buon livello di inglese. Dopo il primo periodo sono riuscito a immergermi nella cultura e nello stile di vita inglese e a conoscere meglio ragazzi e ragazze del posto, anche perché la scuola non era troppo impegnativa e avevamo il sabato libero. E così i mesi sono passati velocissimi, con qualche raro momento di nostalgia di casa. Dopo essere tornato a Cortina, quest'estate ho potuto valutare il valore di quest'esperienza. Adesso so parlare bene l'inglese, ma forse questo è meno importante di altre cose che mi sono portato dietro.
Innanzitutto la conoscenza di un'altra cultura, che mi ha inse-gnato a vedere le cose con occhi diversi e mi ha aperto la mente, poi l'aver passato un anno fantastico pieno di divertimento e di esperienze, e soprattutto l'aver conosciuto molte persone, inglesi, italiane e di molti altri Paesi, che resteranno per sempre parte della mia vita».
Conoscendo i legittimi timori, sia degli studenti che dei genitori, che possono in qualche maniera frenare la decisione di passare il quarto anno di Scuola superiore all'estero, successivamente Francesco ci ha precisato quanto segue: «Qui frequento il liceo classico a S. Vito. L'esame di lingua l'ho trovato facile, mentre quello sull'Ue un po' più difficile, comunque la Regione mette a disposizione alcuni testi sull'Unione Europea per la preparazione della prova di ammissione. Al ritorno dall'Inghilterra, il rientro nella scuola italiana è stato più facile di quello che pensavo perché, se si fanno bene i primi tre anni, saltare il quarto non dà gravi carenze: anche i professori dicono che è l'anno meno importante.
Ho recuperato gli argomenti di alcune materie ma ovviamente non serve recuperare tutto l'anno, basta avere un'idea generale».
Siamo sicuri che qualche nostro studente saprà sfruttare questa preziosa opportunità anche per il prossimo anno scolastico.

16/09/2011 - Francesca Dipol

Pubblicato sul giornale n. 80 - Gennaio 2011


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