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WORLD MIXED DOUBLES CURLING CHAMPIONSHIPS 2009

Dal 18 al 25 aprile a Cortina d'Ampezzo in programma un grande evento mondiale del curling con una formula nuova

Lo hanno definito un test event in vista del Campionato Mondiale Maschile 2010, ma il «World Mixed Doubles Curling Championship 2009» è un vero è proprio Mondiale, con una formula nuova, diversa dal curling tradizionale.

Si tratta di una disciplina giovane nel panorama del curling, che ha esordito per la prima volta nel 2008 con i Campionati Mondiali a Vierumaki, in Finlandia.

La specialità Mixed Doubles riprende e reinterpreta in modo nuovo le regole del curling classico: due i giocatori per ogni squadra, rigorosamente un uomo e una donna, che si affrontano per otto end. Ogni squadra ha a disposizione cinque stone: chi lancia il primo stone della mano deve lanciare anche l'ultimo, alternandosi con il compagno, in una sequenza decisa di volta in volta all'inizio di ogni mano. A rendere più interessante il gioco fanno la loro comparsa i cosiddetti «stone stazionari», uno per ciascuna squadra, che vengono posizionati sul campo dall'arbitro prima di ogni mano, in base alle indicazioni dei giocatori: uno in posizione di guardia tra la casa e la hog line, e uno a punto dietro la tee line.

Il «World Mixed Doubles Curling Championship 2009» è in programma a Cortina d'Ampezzo dal 18 al 25 aprile. Ben 27 sono le nazioni iscritte al campionato. Promotore ed organizzatore dell'evento è il comitato presieduto da Massimo Antonelli, lo stesso che si occupa dell'organizzazione dei Mondiali Maschili del 2010, che si svolgeranno a Cortina sempre durante il mese di aprile. «Mi auguro che il Mondiale 2009 abbia successo dal punto di vista sportivo ed agonistico, ed anche che gli atleti possano trascorrere un bellissimo periodo a Cortina. Questo perché il Mix Doubles 2009, nato come test event in prospettiva del «Mondiale» 2010, serve a noi anche per testare sia la struttura del rinnovato Stadio Olimpico del Ghiaccio, sia la competenza del comitato organizzatore. Inoltre le due manifestazioni saranno un'occasione imperdibile per promuovere e far crescere questo meraviglioso sport all'interno dei confini nazionali e per offrire un'opportunità unica a tutti coloro che sono già appassionati, di vedere all'opera i migliori giocatori al mondo».

 

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CURLING: LE REGOLE DEL GIOCO

Il curling è giocato da due squadre di quattro componenti ciascuna.

I giocatori sono definiti a seconda dell'ordine di lancio: il primo è il lead, seguito dal second (secondo), dal third (terzo) ed infine dallo skip, che lancia per ultimo ed è il capitano della squadra. Una partita consiste generalmente in dieci mani (end).

Ad ogni mano tutti i giocatori lanciano a turno due stones, alternando i componenti delle squadre. Mentre i primi tre giocatori lanciano le stone e fanno lo sweeping, lo skip rimane nella zona della casa per coordinare le strategie di lancio. Quando tocca a lui lanciare questa funzione, è ricoperta dal terzo detto viceskip.

Per lanciare una stone il giocatore usa la staffa per darsi una spinta e scivolare verso la hog line. Prima di raggiungere la linea il giocatore deve rilasciare la stone. Se la stone non riesce a superare la hog line più lontana, o supera la back line, viene tolta dal gioco.

Lo scopo è di bocciare le stones avversarie e di piazzare le proprie vicino al tee.

I giocatori che effettuano lo sleeping con la scopetta, cercano di indirizzare la stone verso il punto indicato dal capo squadra spazzolando il ghiaccio immediatamente davanti alla stone in movimento con delle scope: il calore generato dallo spazzamento causa un momentaneo scioglimento di una parte del ghiaccio, che segue una diminuzione dell'attrito e pertanto una diminuzione della decelerazione della stone, mentre la traiettoria della pietra diventa più rettilinea.

Inoltre le scope possono essere utilizzate per pulire il ghiaccio dai frammenti (debris) che si vengono a creare sulla pista di gioco.

Dopo che entrambe le squadre hanno lanciato tutte e otto le stones a loro disposizione viene determinato il punteggio. La squadra con la stone più vicina al tee riceve un punto per ogni stone che sia ad una distanza minore dal tee della più vicina stone avversaria.

La squadra che non ha segnato punti nella mano ha diritto a tirare l'ultima stone, detta hammer, nella mano successiva.

01/04/2009 - Marina Menardi

Pubblicato sul giornale n. 59 - Aprile 2009


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