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COME ĢEDUCARE, DENTROģ

Roberto Pappacena

01/05/2009

Ricco di calore umano e quanto mai stimolante l'incontro di giovedi 23 aprile con Paolo Crepet all'Alexander Hall, promosso molto opportunamente dal Soroptimist Club di Cortina d'Ampezzo, con la collaborazione del Comune, sul tema Educare, dentroâ. La sala era gremita di oltre 500 persone, in prevalenza studenti di Cortina e del Cadore.

Convincenti e suadenti i relatori, insieme con il noto psicoterapeuta e scrittore, don Davide Fiocco, Parroco di Cortina, e Luciana Sergiacomi, avvocato e giurista di chiara fama. L'incontro, durato piu di due ore, si e rivelato quanto mai opportuno perche sempre piu evidente si manifesta oggi tra i giovani un malessere psichico e spirituale che li conduce, a volte, a gesti inconsulti, se non addirittura orrendi, come quello recente di un giovane studente che, dopo aver presentato un compito all'insegnante, convinto di meritare un voto superiore a quattro, si e suicidato.

I tre relatori sono stati concordi nel sostenere che cio che conta nella Scuola, come nella vita, e il concetto di una educazione e di una cultura che arricchiscano l'interiorità dei giovani sulla base di un dialogo costante con i genitori, i sacerdoti , gli insegnanti. Riferire i concetti espressi nel corso del lungo incontro richiederebbe la scrittura di un libro.

Personalmente mi limito ad esprimere una mia idea che purtroppo non vedro mai realizzata: quella, cioe, che nella Scuola venga abolita la consueta configurazione della classe, che vede i banchi in fila l'uno dietro l'altro, sottomessi di fronte ad una cattedra elevata e incombente. Ricordo che nella Scuola Normale Superiore di Pisa noi alunni eravamo seduti, ascoltando e dialogando, intorno ad una áTavola rotondaâ, insieme con il Docente che aveva il ruolo di áprimus inter paresâ.

Nella Scuola, insomma, io ricordo, l'insegnamento era teso ad arricchire l'animo e la mente dei giovani, non senza l'attento ascolto, da parte dei professori, dei problemi, delle esigenze, dei sogni giovanili. Ricordo anche con gioia la lettura e il commento, fatti insieme, delle pagine dei giornali. Un reciproco scambio umano e culturale ravvivava e riscaldava, in realta, le lezioni scolastiche, non senza il ricorso anche alla recitazione teatrale (ho sempre pensato in proposito che ciascun edificio scolastico dovrebbe essere fornito di un palcoscenico) e di testi letterari, in prosa in poesia.

In definitiva, il rispetto di norme che abbiano solo un valore teorico e astratto, e contrario ai principi educativi e formativi che presuppongono il rispetto reciproco, la comprensione, da parte degli adulti, dei problemi che rendono, oggi piu che mai, i giovani incerti ed esposti a pericolose crisi di ogni sorta. Occorre, insomma, una "educazione, dentro", che lasci tracce profonde nel cuore e nella mente dei giovani.