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Un convitto di livello la soluzione per mantenere il Polo scolastico nei prossimi 8-10 anni, altrimenti a rischio

Il continuo calo demografico impone soluzioni urgenti per evitare la chiusura delle scuole superiori. L'intervista all'Assessore all'Istruzione e alla Politiche Giovanili Paola Coletti

Un convitto di livello e ben attrezzato per far diventare Cortina un centro scolastico appetibile per i giovani di altri paesi: è questa la soluzione cui sta lavorando Paola Coletti, assessore all’Istruzione e alle Politiche giovanili, di fronte al drammatico dato degli iscritti alla prima elementare: sono solamente 26 i nuovi alunni alla scuola primaria Duca d’Aosta, divisi in due sezioni da 11 e 15 alunni, cui si aggiungono una decina di iscritti alla scuola elementare Montessori, per un totale di poco più di trenta bambini. Una situazione molto preoccupante per Cortina, che già da qualche decennio continua a registrare un calo costante della sua popolazione, e che negli ultimi anni ha visto drasticamente diminuire i nuovi nati: 33 nel 2015, 23 nel 2016, 30 nel 2017 e 35 nel 2018. Numeri che non potranno reggere il futuro della cittadina, e che mette a rischio nel giro di una decina di anni il mantenimento del Polo Valboite per la Scuole di grado secondario: Liceo Scientifico, Artistico, Classico, Istituto Alberghiero, Istituto Tecnico Commerciale.

Assessore Coletti, i numeri degli iscritti in prima elementare sono preoccupanti. Cosa ne sarà in futuro delle scuole superiori?
I dati delle nascite di questi ultimi anni sono veramente preoccupanti. Tra dieci anni rischiamo di trovarci senza popolazione scolastica sufficiente per mantenere il Polo scolastico delle Secondarie. Ci stiamo continuamente confrontando con le istituzioni al livello provinciale e regionale per trovare qualche soluzione.

Qual è secondo Lei, la soluzione più consona che potrebbe reggere il Polo Valboite negli anni a venire?
La cosa più importante è avere un convitto che sia di livello, che possa quindi attrarre persone esterne da Cortina a venire a studiare qui, coltivando un progetto che concili scuola e sport, che qui non mancano: sci, hockey, curling, sci di fondo. In un ambiente che poi è unico.

Non c’è già un convitto a Cortina?
Attualmente c’è un convitto da 15 posti, situato nelle stanze recuperate a tale scopo nell’edificio delle scuole medie “Zardini”, gestito dal Polo Valboite attraverso una Cooperativa. Ma è una soluzione provvisoria, non stiamo parlando di un convitto vero e proprio, ben organizzato, come secondo me dovrebbe essere per attrarre sempre più persone.

Sono tutti occupati i  posti?
Certo, e c’è una grande richiesta.

Cosa state facendo come Amministrazione comunale per trovare una situazione migliore e più consona?
Mi sono posta questo obiettivo per i prossimi tre anni del mio mandato, ma al momento non riusciamo a trovare un altro posto.

L’ex casa di riposo vicino al cimitero? Sarebbe tra l’altro vicina alle scuole ed è vuota da anni.
Il punto è che non è proprio vuota: attualmente alcune stanze sono occupate da alcuni operatori.

Ci sono comunque altre strutture del Comune vuote che potrebbero diventare convitto.
Ci sarebbe in effetti anche lo stabile dell’ex Panificio comunale, che abbiamo ora svuotato in vista della costruzione del parcheggio in piazza ex Mercato. Un’altra ipotesi è utilizzare quell’edificio, oppure, visto il progetto del parcheggio, venderlo e con il ricavato comprare ad esempio uno degli alberghi fatiscenti di cui purtroppo si forgia Cortina. A quel punto la struttura ci sarebbe per il convitto.

Intanto però il tempo passa, e la situazione è sempre più emergente...
Sto facendo il possibile per trovare una soluzione: ho contattato anche il parroco don Ivano, che possiede delle stanze nell’ex orfanatrofio che potrebbero fungere da alloggio per gli studenti. Ma un’eventuale collaborazione della parrocchia è, come affermato dal parroco, legata alla vendita di Villa Alessandra, pratica non ancora del tutto conclusa ma in dirittura di arrivo.

E l’ipotesi del Liceo Sportivo, emersa qualche anno fa?
Il Liceo sportivo andrebbe a svuotare gli altri: non si può fare. Sono convinta che la soluzione sia il convitto ben attrezzato, e nello stesso tempo un accordo con il Polo scolastico affinché scuola e sport possano convivere.

20/09/2019 - Marina Menardi


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