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LA GUERRA DELLE REGINE

In corsa verso le Olimpiadi. Quale regina avrÓ la meglio?

Sono i giochi della storia: sul cammino imperioso di Cortina verso le Olimpiadi proprio nel finale di partita si sono materializzati dei concorrenti con la corona (quella vera), che qualche ansia circa le conclusioni di Losanna non possono non provocarla.

Certo il grande staff nazionale ha lavorato benissimo, favorito dal prestigio dei suoi connotati, una felice accoppiata di bellezza e di efficienza: ora però ci sarà da fare i conti con le diffidenze nordiche e l'inestinguibile fascino che la monarchia - quella svedese tra le altre – continua a esercitare pure in questo nostro mondo così sgangherato (o forse proprio per questo).

Cresciuta su se stessa dal poco di un progetto all'inizio neppure completamente condiviso, l'idea di una Cortina nuovamente olimpica ha finito per imporsi come un fecondo volano di sviluppo più efficace di qualsiasi politica promozionale, che pure qui non è mai mancata: la cultura assurta a livelli di eccellenza internazionale, le frequentazioni importanti - anche se oggi le élites non sono più di moda -, la magnifica disponibilità della natura agli sport di ogni stagione, le capacità organizzative lungamente sperimentate sono altrettanti punti di forza sui quali poggiare i propositi di ampio respiro, che dalle piccole misure del '56 devono oggi aprirsi a dimensioni e complessità ben diverse.

Tutt'altro che secondario infine, occorre ricordarlo, l'accoppiamento con la Milano europea: resta sullo sfondo l'eterno fantasma delle pastoie burocratiche, che in Italia hanno sempre intralciato le imprese della buona volontà.

Pronostici? È bene non farne, sono i casi in cui la scaramanzia prende il posto della ragione: fra pochi giorni sapremo se finiranno per coincidere, ma in ogni caso Cortina ne uscirà con il ritocco di una vincente, o che aveva meritato di esserlo.

15/06/2019 - Ennio Rossignoli


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