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CORTINA IN BILICO TRA PASSATO E PRESENTE

Un'analisi della situazione attuale di Cortina d'Ampezzo, nell'editoriale di Ennio Rossignoli

Negozi che scompaiono o che passano di mano appena il tempo di accorgersene; cantieri che si aprono per chiudersi infine sotto i piedi e sopra le buone intenzioni. O che non si aprono affatto. Un Comune assorbito dai Grandi Progetti, un ospedale glorioso sopravvissuto (ma a quanto pare felicemente) in bilico tra le gestioni.

Dove siamo? Siamo a Cortina, nel paese degli incanti perduti lungo la strada delle abitudini proprio mentre le sue Dolomiti sono state proclamate patrimonio naturale dell'umanità: una umanità che sembrava essersi distratta, probabilmente convinta che la bellezza della natura sia di per sé una perenne garanzia di felicità. E invece la storia di uno stile di vita trionfante sulle comuni misure del costume nazionale si era come interrotta per finire nei ripostigli del passato, notoriamente luoghi di rimpianto e di dolorosi e talora ingiustificati raffronti.

Ne è uscita? Non mancano segnali importanti: dopo il precedente di Mario Rimoldi, il grande collezionista e insieme l'indimenticato “sindaco delle Olimpiadi”, oggi Cortina comincia a credere nella possibilità di una replica, anche perché l'esposizione mediatica del giovane Ghedina così sorridente tra i campioni del consenso, sta rafforzando gli ottimismi.

Certo restano gli inguaribili celebratori del tempo che fu, gli eterni nostalgici di ciò che è stato e di cui parlava, criticandoli, già un antico poeta: e che oggi, nel tempo in cui il presente è subito storia e tutto precipita verso i processi di una implacabile evoluzione delle idee e delle loro applicazioni, essi possono apparire come degli inguaribili conservatori, gente con lo sguardo costantemente rivolto all'indietro.

Eppure è forse proprio dalle loro esperienze e consapevolezze che possono venire certi stimoli al miglioramento dei percorsi sociali ed è proprio da lì che possono uscire certe importanti indicazioni su come correggere gli sbandamenti fuori dai tracciati del buon senso e delle opportunità davvero costruttive.

E se è vero che la storia non insegna nulla, è altrettanto vero che spesso sono gli uomini a non saperne interpretare i significati e gli avvertimenti. Certo cambiano le circostanze, sono altre le condizioni e diverse le presunzioni di chi ci vive, ma attraverso gli affanni del nuovo è sempre possibile individuare i fili di quella che suole chiamarsi l'etica della responsabilità, ovvero dei principi che si fanno impegno e azione concreta. Vale per tutti perciò vale pure per Cortina.

11/04/2019 - Ennio Rossignoli


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