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ANALISI METEOROLOGICA DEL MESE DI OTTOBRE 2018

Questo mese, fino al giorno 26, è risultato più caldo e soleggiato del normale e quasi siccitoso, poi un’intensa fase di maltempo ha apportato moltissima pioggia, che ha causato situazioni alluvionali in molte zone dolomitiche.

Il mese è risultato in gran parte interessato da situazioni di alta pressione o da correnti secche settentrionali. Nei giorni 27 e 28, invece, una saccatura sull’Europa occidentale ha disposto sulle Alpi correnti in quota da Sud-Ovest forti e molto umide, prima della formazione, il 29 , di una profondissima depressione al suolo sul Mar di Sardegna, che ha richiamato un intenso flusso sciroccale sia in quota che nei bassi strati, che ha contribuito in maniera notevole all’evento alluvionale sull’alto Bellunese.

Per ritrovare un evento simile bisogna risalire a quello del 3-4 novembre 1966, con il quale è possibile individuare molte e significative analogie, sia per valori di precipitazione, aree più colpite e struttura barica sull’Italia, che per la straordinaria intensità dei venti di scirocco, che questa volta però sono stati più violenti, prolungati e diffusi rispetto al 1966.

Le temperature medie mensili sono risultate 1.5 - 2.5°C superiori alla norma. Si è trattato del settimo mese consecutivo più caldo del normale. L’unica fase un po’ fresca si è avuta ad inizio mese, poi i valori termici si sono mantenuti quasi sempre al di sopra delle medie pluriennali. Lo zero termico è variato fra un massimo di 4030 m (giorno 24) ed un minimo di 1840 m (giorno 22), ma è rimasto spesso sopra i 3000 m.

Le precipitazioni totali mensili sono ovviamente fortemente influenzati dall’ondata di maltempo di fine mese e variano fra i 300 ed i 700 mm, a fronte di una media di 100-200 mm. Va segnalato comunque che fino al giorno 26 erano caduti solo 15-30 mm di pioggia. La frequenza delle precipitazioni è stata normale, con 7-9 giorni piovosi, contro una media di 8-9. La neve è caduta quasi sempre sopra i 2000 m, anche durante l’intensa fase perturbata. Con le piogge molto abbondanti di fine mese il bilancio pluviometrico da inizio anno mostra ora surplus significativi, variabili fra il 35 ed il 55%, con gli scarti più elevati nel basso Agordino, che è stata anche una delle zone più piovose fra il 27 ed il 30.

Finora il 2018 si sta rivelando il secondo anno più piovoso negli ultimi 30 anni, dopo il piovosissimo 2014

Da ricordare, questo mese:

· L’intenso episodio di Föhn del giorno 24, quando la temperatura ha raggiunto i 30.5°C a Feltre, 29.2°C a Belluno e 27.5°C ad Agordo, valori eccezionali per questo mese, mai registrati negli ultimi 140 anni. Straordinaria anche l’ escursione termica giornaliera in questo giorno in Valbelluna, con 26-27°C di differenza fra la minima e massima (a Belluno min 2.3°C, max 29.2°C). Durante questa giornata le raffiche di vento hanno raggiunto i 120 km/h sulla Marmolada, 101 sul Faloria, 91 a Torch di Pieve d’Alpago, 87 a Sant’Andrea di Gosaldo, 82 a Cortina e 81 km/h a Falcade. Il forte vento ha causato alcuni danni ed ha propagato e successivamente alimentato un vasto incendio alle pendici delle Pale di San Lucano.

· Le piogge molto abbondanti a fine mese, con l’evento durato circa 84 ore (tre giorni e mezzo), durante le quali sono caduti complessivamente 716 mm a Soffranco di Longarone, 659 a Sant’Andrea di Gosaldo, 636 mm a Col di Pra’ (Valle di San Lucano), 595 a Sappada e 565 ad Agordo. A titolo di confronto si citano i 240 mm di Belluno, 265 a Santa Giustina, 433 a Feltre, 298 a Cortina, 431 a Forno di Zoldo, 271 a Arabba, 325 a Santo Stefano e 343 ad Auronzo. Il dato di Soffranco di 667 mm in tre giorni consecutivi (27, 28 e 29) rappresenta il nuovo record di pioggia in Veneto (il precedente valore massimo in tre giorni spettava al Cansiglio, con 608 mm, nel 1966).

· Il vento fortissimo fra il tardo pomeriggio e le prime ore della sera del 29, durante la fase culminante dell’evento pluviometrico, sia in quota che nelle valli, con velocità massime di 192 km/h sul Monte Cesen, 161 in Faverghera (Nevegal), 148 sul Monte Grappa, 139 a Monti Alti di Ornella, 131 a Cima Pradazzo, 128 a Passo Valles, 126 sul Monte Avena, 125 a Casera Doana, 123 a Passo Pordoi, 106 a Passo Monte Croce e 103 a Sella Ciampigotto. Ma è nelle valli, meno abituate ad un vento così forte e duraturo, che si sono misurati valori molto anomali, come i 121 km/h a Perarolo ,114 a Caprile, 109 ad Agordo, 107 a Quero e 105 a Longarone.

In tutto si sono avuti 18 giorni soleggiati, 8 variabili o nuvolosi e 5 giorni di maltempo.

A.R.P.A.V. – Dipartimento Regionale
per la Sicurezza del Territorio – Centro Servizi Idrogeologici

11/11/2018 - Redazione


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