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LA MONTAGNA CADE A PEZZI E SI PENSA ALLE OLIMPIADI?

I dubbi e le perplessitą dei cittadini contrari ai Giochi, nell'attuale situazione di emergenza provocata dal maltempo, che rilanciano la proposta del referendum sulla candidatura

Dinnanzi al disastro che ha colpito il bellunese ed il resto d’Italia nei giorni scorsi, bisognerebbe stare zitti e lasciar parlare gli esperti di territorio, quelli veri però, perché possano proporre un piano per rimediare agli errori del passato e programmare il prossimo futuro.

Ma di fronte alla frase del  Governatore Zaia  che ha affermato  “meno male che ci sono i Mondiali del 2021 e le Olimpiadi 2026 che ci aiuteranno a risollevare la montagna” non si può proprio stare zitti.

Come si può sostenere un simile sproposito?

Come si può minimamente pensare che i Grandi Eventi, che comportano inevitabilmente spreco del territorio, possano risolvere una situazione di emergenza e devastazione come quella che si è venuta a creare?

Come si può in coscienza pensare di spendere un solo euro, pubblico o privato che sia, per mandare in giro per il mondo una delegazione che promuova la Candidatura di Cortina ai Giochi Olimpici del 2026, quando ci sono interi territori devastati?

Come si può moralmente pensare di spendere milioni di euro per costruire un villaggio olimpico, che verrà poi smantellato quando ci sono cittadini veneti che hanno perso la casa?

Chiediamo agli abitanti di Rocca Pietore che da giorni sono isolati, senza luce, senz’acqua se sono d’accordo che vengano investiti almeno 50 milioni di euro per rifare la pista da bob di Cortina, o se non sono altre le urgenze di cui necessitano.

Che dire poi del Ministro che ha avuto il coraggio di dare la colpa all’ambientalismo da salotto che non ha permesso di dragare i fiumi e tagliare l’alberello” senza ricordare che quello stesso ambientalismo da anni si batte contro la cementificazione selvaggia, l’abusivismo edilizio, lo spreco di risorse, la distruzione del territorio.

I nostri governanti dovrebbero pensare seriamente a cosa fare per affrontare i cambiamenti climatici invece che premere l’acceleratore su un modello di sviluppo energivoro e sprecone: forse che per far funzionare il baraccone delle Olimpiadi si consumerà solo acqua fresca? O non si immetteranno piuttosto nell’atmosfera ulteriori quantità di CO2?

Non crediamo proprio che questo sia il momento di postare selfie a sostegno della candidatura Milano-Cortina; si abbia piuttosto il coraggio di indire un referendum sulla candidatura Milano-Cortina 2026, per stimolare una riflessione in questo momento critico e sapere finalmente, senza ombra di dubbio, cosa vogliono i cittadini per il futuro del loro paese e quali responsabilità intendono assumersi.

Chiediamo un po’ di riflessione, un po’ di autocritica, un po’ di umiltà; se nemmeno di fronte ai boschi rasi al suolo, ai torrenti straripati e a comunità intere messe in ginocchio ne siamo capaci, allora c’è davvero da preoccuparsi.

CORTINA 2026, PENSIAMOCI BENE
Roberta de Zanna

07/11/2018 - Redazione


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