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Referendum Olimpiadi 2026: il Sindaco, in accordo con la minoranza, respinge la richiesta

Il gruppo di cittadini che ha fatto la richiesta risponde con un comunicato

Il sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina ha incontrato ieri alcuni rapresentanti dei cittadini che hanno sottoscritto una lettera al Sindaco e al Consiglio Comunale di richiesta di un referendum consultivo sulle Olimpiadi del 2026.

Ghedina ha comunicato loro di non aver intenzione di indire il referendum, nemmeno se verrà attivata la raccolta delle 350 firme richieste come da Statuto Comunale, in accordo con il capogruppo di Minoranza Giorgio Da Rin, motivando la decisiione che oramai è troppo tardi e l'iter della candidatura è già avanti.

I richiedenti hanno risposto con il seguente comunicato stampa:

 

INGUARIBILE OTTIMISMO O SANO REALISMO?

Nel corso di un cordiale incontro in data odierna il Sindaco di Cortina ha comunicato ai rappresentanti dei sottoscrittori della richiesta di Referendum Consultivo sulla Candidatura di Cortina alle Olimpiadi 2026, che non intende dare corso alla richiesta e che non intende portare l'argomento in discussione in consiglio comunale.

La motivazione è che sia lui che il Consiglio sono convinti del pieno sostegno della popolazione all'iniziativa.

Gli è stato obiettato che il consenso per essere valido deve essere informato, mentre sulle Olimpiadi mai nessun documento ufficiale è stato pubblicato sul sito istituzionale del Comune. Tutte le notizie disponibili, spesso contraddittorie ed imprecise – e in continua evoluzione, sono quelle riportate dagli organi di informazione.

Sulla base di tali notizie l'idea che ci si è fatta è che ci si stia gettando nell'avventura olimpica sulla base di un inguaribile ottimismo, ma senza quella dose di sano realismo che dovrebbe guidare tale scelta: mancano dati certi non solo sulle strutture e sul loro futuro impiego (villaggio olimpico, centro stampa ecc) ma anche sui costi e soprattutto su CHI dovrà pagare.

Ricordiamo a tale proposito che dopo le Olimpiadi 2006 Torino si è ritrovata ad essere la città più indebitata d' Italia: aveva 1,7 miliardi di debiti nel 2001 ed è passata a tre miliardi nel 2007.  E il suo villaggio olimpico è divenuto rifugio dei rifugiati.

Quanto all'obiezione che “è troppo tardi”, è facile rispondere che non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta.

L'incontro si è concluso con l' invito a sottoporre al Consiglio comunale in seduta pubblica la richiesta di referendum (come è stato fatto in occasione della candidatura ai Mondiali di Sci Alpino 2021).

Il referendum consultivo non è solo strumento di democrazia diretta in quanto permette al cittadino di dire la sua su argomenti particolarmente coinvolgenti per il paese. E' anche occasione perchè ognuno, mettendo la crocetta al posto giusto, si assuma la responsabilità delle scelte operate dall'amministrazione e delle loro conseguenze anche per le future generazioni.

Per i sottoscrittori della richiesta
di referendum consultivo, Roberta de Zanna

17/10/2018 - Redazione


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