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LA DIFESA DEL FORTINO

Riflessioni sulle esternazioni del sindaco Ghedina riguardo la Cooperativa di Cortina nell'ultimo Consiglio comunale

Nel corso del recente Consiglio Comunale il Sindaco ha qualificato le obiezioni rivolte dal CdA della Cooperativa al progetto di valorizzazione del piazzale ex stazione come “difesa del fortino”.

Tralascio le tante considerazioni di carattere generale e tecnico/economico che lascio a chi più di me è qualificato, per concentrarmi sulla difesa del fortino, in quanto tale. L’Amministrazione Comunale auspica l’apertura di un grande supermercato, perché “manca e sarebbe dotato di parcheggio…”, quindi, a tale affermazione io, come cittadino di questo paese e come discreto conoscitore della Cooperativa, desidero opporre qualche argomento, poiché un investitore nel settore alimentare non potrebbe che essere esterno e, per ovvie questioni economiche, parte di un gruppo della grande distribuzione. La Cooperativa di Cortina è un’altra cosa, proverò a spiegare perché, e un’auspicata concorrenza alla stessa non sarebbe che un ulteriore attacco al tessuto economico, ormai non più tanto florido, della nostra comunità.

• E una cooperativa vera, con 125 anni di storia; le 608 famiglie proprietarie rappresentano una bella fetta della nostra comunità, che non si dividono gli utili e che traggono un vantaggio solo su uno sconto differito sugli acquisti (che in buona parte è condiviso anche con i residenti non soci). L’utile quindi, non serve ad investimenti altri, né a comperare la casa al mare, né la Porsche, come fa qualunque privato, ma restano tutti in paese.

• Dipendenti: sono molti, più di quelli che un supermercato della grande distribuzione richiederebbe; questo perché una delle priorità della Cooperativa è, oltre che offrire un servizio, anche offrire lavoro, lavoro anche per taluni che, a volte, si trovano in situazioni di bisogno, sia economico che psico-fisico. Si potrebbe scrivere una interessante storia sulle molte centinaia di persone che sono passate di là e che, grazie ad essa sono riuscite a costruirsi famiglia e futuro. Me compreso. Da non dimenticare, per rimarcare la differenza con la grande distribuzione classica, che, pur essendo gli stipendi standard, tutti, ma proprio tutti i diritti dei lavoratori sono garantiti, compresa una buona dose di tolleranza per le esigenze personali. In stagione vengono assunti anche molti studenti del paese, tutti con stipendio e contratto in regola e posto di lavoro salubre. Posto di lavoro sano e sicuro (nessuno è mai stato licenziato se non per mancanze gravissime).

• Essa rappresenta una delle realtà importanti di Cortina, con le Regole e la Cassa Rurale, economica e sociale, un polo d’attrazione per i turisti. Non di secondaria importanza sono i contributi elargiti per associazioni e manifestazioni primarie e non: c’è sempre stata attenzione per tutti. Il supermercato “foresto” farebbe lo stesso?

La concorrenza, si sa, è in sè un bene; ma si sa anche che non è certo la concorrenza della Cooperativa a far morire i negozi, bensì la grande distribuzione a prezzi bassissimi ed ora, anche la rete. E’ ovvio che Cortina sia nelle mire di qualcuno, anche per gli annunciati eventi; stupisce però che sia il Comune a favorirle e ad auspicarle.

Sono il primo a pensare che si deve modernizzare e migliorare, ma sono anche il primo a battermi, con passione, per difenderla, ad oltranza. Penso che il Comune farebbe bene a trovare una soluzione perché la Cooperativa stessa possa trovare un altro accesso viabile per eliminare la stortura storica dei mezzi attraverso il Corso ed anche a concordare un progetto per modificarne la brutta facciata di fronte al “palazzo”. La mia è, orgogliosamente, una difesa di parte, perché sono denari che vengono a Cortina e a Cortina restano e perché io, come moltissimi altri, alla Cooperativa debbo molto, se non altro perchè ho potuto lavorare molto. Vogliamo il contrario?

Alla Cooperativa dico che, se vuole, sa come contrastare, con gli strumenti suoi propri, qualunque concorrenza, facendosi trovare pronta.

Non mi vedo il Presidente e la brava direttrice Emanuela nei panni del tenente Drogo di buzzattiana memoria (lo scrittore, non l’altro) scrutare l’orizzonte dal fortino in attesa dei tartari che forse non arriveranno mai. E morire prima.

Renzo Stefani

 

16/08/2018 - Lettere al giornale


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