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OLIMPIADI A CORTINA? NO GRAZIE

Le associazioni ambientaliste ribadiscono la loro contrarietÓ alla candidatura dolomitica ai Giochi del 2026 con una lettera inviata al presidente del Coni Malag˛

Il coordinamento delle associazioni ambientaliste elencate in calce ha inviato al Presidente del Coni Giovanni Malagò una lettera nella quale espone le ragioni della sua netta contrarietà alla scelta di Cortina d'Ampezzo quale candidata italiana alle Olimpiadi Invernali 2026. In sintesi rileva che i Giochi Olimpici Invernali hanno raggiunto dimensioni ormai gigantesche del tutto incompatibili col fragile ambiente dolomitico.

Nelle ultime 3 edizioni sono stati quasi 3.000 gli atleti gareggianti, seguiti da altrettanti preparatori, allenatori e tecnici delle stesse squadre nazionali; e oltre 1.000 sono stati i commissari e tecnici CIO; in pratica si è trattato di 6-7.000 persone già solo di “addetti olimpici”.

A essi vanno aggiunti tutti gli operatori “media” accreditati: a Torino erano oltre 5.000, ma nel 2010 a Vancouver già 10.000 e a PyeongChang addirittura 14.000.

A questi si sommano gli operatori “interni” professionali e i “volontari” di supporto; a PyeongChang i volontari in servizio durante i giorni ufficiali dei Giochi erano oltre 15.000, anch'essi, da ristorare e alloggiare in apposite strutture.

Senza contare le migliaia di spettatori che sono nelle aspettative degli organizzatori dei Giochi Olimpici: un carico antropico non sopportabile dal territorio dolomitico, la cui bellezza è pari solo alla sua fragilità.

E non vi è alcuna intenzione né possibilità di ridurre tali numeri, anzi: su questi numeri sono gli impegni e i programmi anche per i prossimi Giochi Invernali di Pechino del 2022. E su questi numeri dovranno venire proporzionate le strutture, in particolare il villaggio olimpico (anche se spalmato in due o tre succursali) o lo stadio per le cerimonie da 35.000 persone (per un confronto, il Palaghiaccio di Cortina ammette solo 2.700 persone sedute e il Palaonda di Bolzano un massimo di 7.800 persone).

Se così stanno le cose, è evidente che pensare di proporre nelle Dolomiti un'Olimpiade
“ambientalmente sostenibile” è una contraddizione in termini e del tutto irrealistico. Date le premesse, è rischioso coinvolgere Cortina quale città ospitante nell' ‘Host city contract’ (art
33 Carta Olimpica), il Contratto risulta essere un contratto capestro, con il quale il CIO detiene il manico del coltello e la città ospitante può stringerne solo la lama, subordinandosi alle richieste del CIO anche se contrastanti con altri suoi preesistenti programmi e piani locali e addirittura anche nemmeno prefigurati, ovverosia “in bianco” (vedi artt. 2 e 3 del ‘contratto’ di Torino con il CIO-IMGA per i Giochi Europei Master dell’estate 2019). E' vero o no che su Torino gravano ancora debiti fino al 2040?

Comitato Peraltrestrade Carnia-Cadore
WWF O.A. Terre del Piave
Mountain Wilderness Veneto
LIBERA CADORE presidio Barbara Rizzo
Gruppo Promotore Parco del Cadore
Italia Nostra sezione di Belluno
Ecoistituto Veneto “Alex Langer”

 

30/07/2018 - Redazione


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