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La Fondazione Cortina 2021 incontra la cittadinanza, ma non dà spazio al dibattito

Quasi due ore di “racconti” da parte dei membri della Fondazione ieri sera al cinema Eden, ma poche le rassicurazioni sul buon esito dell’evento, grazie anche alla mancanza di uno spazio dedicato alle domande da parte del pubblico. Buone le rassicurazioni per quanto riguarda i lavori sulle piste da sci, che vanno avanti secondo il crono programma

È durato circa due ore l’incontro pubblico che la Fondazione Cortina 2021 ha voluto fare con la cittadinanza di Cortina ieri sera, giovedì 5 luglio, al cinema Eden. Un incontro tenuto dopo numerose critiche che l’ente preposto all'organizzazione di Mondiali di sci ha ricevuto sul fronte della mancanza di comunicazione e, di conseguenza, di coinvolgimento con la popolazione. Un tema, questo, su cui sia il nuovo amministratore delegato Valerio Giacobbi, subentrato da poco a Paolo Nicoletti, sia il presidente Alessandro Benetton, hanno fatto un “mea culpa”, e su cui anche il sindaco Ghedina ha spinto per il futuro. «Vogliamo iniziare un percorso di informazione, comunicazione, trasparenza» ha sottolineato Giacobbi.

L’incontro di ieri rappresentava dunque l’occasione per informare la cittadinanza sull’andamento dei lavori e sui «fraintendimenti e malintesi che sono sorti negli ultimi tempi» ha detto Alessandro Benetton. «Sono stato contattato fin dall’inizio per la presidenza della Fondazione. In un primo momento ho rifiutato, ma poi ho accettato per senso di responsabilità. Non ho nessuna esperienza in organizzazione di grandi eventi e del mondo della politica, ma si può sempre imparare e capire qualcosa di più. Da imprenditore capisco che è la squadra che vince». Benetton ha annunciato di aver lavorato nell’ultimo periodo in emergenza per i finanziamenti alla Fondazione, e di aver avuto in questo senso importanti incontri con Enel quale partner dell’evento. Dalle slides proiettate sullo schermo del cinema Eden si è poi appreso che le trattative con Enel non sono ancora chiuse. Nessun chiarimento è stato dato riguardo agli effettivi apporti finanziari sicuri al momento da parte degli sponsor.

Un accento è stato messo ieri sera sul ruolo della Fondazione all’interno del Mondiale 2021. «La Fondazione ha il compito di organizzare il Mondiale: dobbiamo fare tutto il possibile affinché diventi un evento di successo» ha chiarito Giacobbi. «Abbiamo il potere della comunicazione, dell’esortazione. Dobbiamo mettere la prua nella direzione giusta, verso lo sviluppo e l’essere uniti tra noi».

Rassicuranti gli interventi di Alberto Ghezze e Marco Follador, responsabili dei lavori in corso sulle piste da sci e nelle aree di arrivo a Rumerlo e Col Drusciè. «Un anno fa abbiamo presentato al Comune il Piano delle Opere per la parte sportiva e stiamo rispettando il crono programma, salvo qualche piccolo ritardo. Entro agosto 2019 saranno completati i lavori sulle piste Olimpia e Vertigine. A Rumerlo i lavori partiranno a fine luglio-inizio agosto e saranno finiti per le gare di Coppa del Mondo del 2019». Ghezze ha spiegato che la Fondazione nei due anni precedenti, quando ancora non c’era il Commissario governativo, si è presa carico della progettazione delle opere sulle piste. «Non è la Fondazione tuttavia che fa le opere. Noi siamo un collettore di idee e portiamo avanti i progetti». Di fatto, i lavori oggi sulle piste li sta portando avanti la società di impianti a fune Ista Cortina. Gli interventi di Ghezze e Follador hanno fatto capire che per il test event delle finali di Coppa del Mondo del 2020 le piste e il parterre saranno a posto.

Sulle altre opere che dovrebbero costituire la “Legacy”, ovvero l’eredità per Cortina associata al Mondiale, cioè la piscina, l’impianto di collegamento Son dei Prade-Bai de Dones, strade, parcheggi, ciclabile, le opere cioè che dovrebbero rilanciare Cortina sotto il profilo dell’ammodernamento delle infrastrutture, non è stato detto niente. Difficile quindi, per il momento, trovare un nesso con la conclusione fatta dall’Ad Giacobbi al termine dell’incontro, e cioè: «Pensiamo alla fama e a quanto ha lasciato l’Olimpiade del 1956 a Cortina. Cerchiamo di fare questo, la stessa cosa, in modo che fra cinquant’anni ricorderemo il Mondiale del 2021 come un grande evento che abbiamo fatto, così come oggi ricordiamo le Olimpiadi del 1956».

 

06/07/2018 - Marina Menardi


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