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LO SPORT E I GIOVANI ATLETI A CORTINA D'AMPEZZO

In vista dei Mondiali di Curling di aprile, le intervste a Giorgio Da Rin e Massimo Antonelli

In occasione dei Mondiali di Curling maschili che si terranno tra il 3 e l'11 aprile presso lo Stadio Olimpico del Ghiaccio, incontriamo Giorgio Da Rin, unico atleta ampezzano che parteciperà alle gare, e Massimo Antonelli, presidente del Comitato organizzatore dei Campionati del mondo di Curling a Cortina. Incrociamo Giorgio per le vie del centro del paese, apparentemente un ragazzo normale ma, sotto una folta barba, riusciamo a scovare una profonda consapevolezza della prova che dovrà affrontare tra poco meno di un mese. Decidiamo, quindi, di porgli alcune domande riguardanti se stesso e il suo sport tutto da scoprire…
Quando e come è nata la tua passione per il Curling?
Io ho iniziato a giocare a curling nel 1996 all'età di nove anni; il primo sport su ghiaccio che praticai fu l'hockey e mi ricordo che, a lato della pista dove ci allenavamo, c'erano i campi di curling. Sono stato subito affascinato da questo sport che era stato praticato per primo da mio nonno, poi da mio papà che mi ha spinto a provare questa disciplina che, all'epoca, era in fase emergente.
All'inizio ero da solo, ma dopo tre anni siamo riusciti a costruire la prima squadra maschile di curling a Cortina.
Riusciresti a descriverci in due parole questo sport?
Mah, il curling è un gioco che ha molte sfaccettature: un giocatore deve avere tecnica, tattica e una buona capacità di concentrazione. Io, personalmente, vedo il Curling come una partita a scacchi: bisogna sempre pensare una mossa avanti all'avversario. Per quel che riguarda il regolamento, i giocatori in campo sono quattro per ogni squadra, il capitano è lo skipper che è l'unico che non
«scalda» il ghiaccio con la scopa; chi avvicina il maggior numero di stone al centro, segna un punteggio pari al numero delle stone presenti. Tutti i momenti della partita sono fondamentali e, se la squadra non lavora bene, non si riesce a fare il risultato. Essendo poi uno sport in cui una partita dura, in media, due ore e tre quarti, la concentrazione gioca un ruolo fondamentale.
Qual è la tua squadra e quali i suoi componenti? Presentali…
… io gioco in due squadre; una è la Dolomiti, una squadra under 21 nella quale io sono lo skipper, e i suoi componenti, tutti di Cortina, sono: Alberto Alverà, Timothy Hepp e Gianluca Menardi. L'altra squadra è un team che milita in serie A nella quale io gioco da skipper solo nel campionato nazionale e i componenti sono i due olimpionici Marco Mariani e Gianpaolo Zandegiacomo affiancati da Alessandro Zisa.
Fra pochi giorni scenderai in campo ai Mondiali: con chi competerai e che aspettative hai in questo torneo?
Io competerò con la squadra Retornatz che non è la mia squadra, ma la federazione italiana ha deciso di adattarsi ai modelli internazionali e, da quest'anno, la scelta della squadra nazionale avviene attraverso un torneo: la vincente sarà la squadra nazionale.
Il team che ha vinto il torneo è quello che ho già citato; io giocherò come riserva, ma entrerò in campo non appena l'allenatore avrà bisogno di me. È complicato fare un pronostico; noi siamo considerati la squadra cuscinetto e non abbiamo aspettative da medaglie, ma le altre squadre arrivano dalle Olimpiadi e sono in una discesa agonistica, mentre noi abbiamo avuto il tempo per allenarci, il che dovrebbe essere un punto a nostro favore…
Come pensi che si potrebbe rendere questo sport più popolare, senza che esso venga giudicato solo per sentito dire?
Mah, io credo che ogni cosa che si faccia abbia prima bisogno di essere provata e poi giudicata.
Certo il curling è uno sport che, se visto in televisione, non dà le emozioni del calcio; uno deve conoscere le tecniche e le tattiche, altrimenti si annoierà sicuramente a seguire questa disciplina per televisione.
All'inizio un occhio inesperto non può capire le tattiche che ci sono dietro a una mossa, piuttosto che ad un'altra; dopo aver avuto un'esperienza sul campo, ci si sente più a proprio agio e si capiscono molti più punti del gioco seguendo i match alla televisione. Io spero che i Mondiali spronino i ragazzi ad avvicinarsi a questo sport che, oltre al fatto di essere molto economico, è uno sport che si basa sull'amicizia e sulla collaborazione. Per esempio, anche tra avversari i legami sono molto forti e, nonostante la competitività, si crea un legame di amicizia molto forte. Il problema del curling è comune agli sport minori in Italia che solo chi pratica può avere interesse a seguire per televisione.
Quali aspettative hai per il tuo futuro?
Bisogna che le società investano sui giovani e che i ragazzi ricambino la fiducia delle società. Questi Mondiali purtroppo non valgono per i punteggi olimpici, ma il mio sogno sono le Olimpiadi anche se so che dovrò percorrere una strada tutta in salita e dovrò lavorare sodo per poterci arrivare.
Pensando ai Mondiali che inizieranno fra meno di venti giorni, credo che siano delle armi a doppio taglio: da una parte saranno un esperienza unica, mentre dall'altra ci sarà una pressione mai provata prima.

SCHEDA TECNICA
Nome: Giorgio
Cognome: Da Rin
Età: 21
Data di nascita: 10.10.1988
Luogo di nascita: Pieve di Cadore
Prima gara ufficiale: Campionati Mondiali Juniores Copenhagen, 2003.


01/03/2010 - Giacomo Giorgi

Pubblicato sul giornale n. 70 - Marzo 2010


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