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CHIUSURA DEL PUTTI: ANIO SCRIVE AL MINISTRO LORENZIN

Sempre più in difficoltà i malati affetti da infezioni ossee, prive dal maggio scorso del loro punto di riferimento a Cortina per le cure specifiche

L’ANIO - l’Associazione Nazionale per le Infezioni Ossee ed articolari  - non molla sul caso della chiusura del Putti di Cortina e scrive al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al Sottosegretario Davide Faraone.

La richiesta di intervento viene fatta per il mancato mantenimento delle cure ai malati di infezioni ossee che ne è derivato dalla chiusura del Putti, considerato un Centro di riferimento Internazionale per la cura delle infezioni ossee.

«Oggi la nostra Associazione prende atto che quanto è stato determinato da parte della regione Veneto nella scelta di un partner che seguisse la chiusura del progetto e l'attesa del nuovo gestore che amministrerà la struttura sono state disattese a discapito dei malati» si legge nella lettera al ministero della Salute, firmata dal segretario Nazionale ANIO Girolamo Calsabianca.

«Il gestore ORAS che amministra la transizione amministrativa e gestionale del Codivilla Putti di Cortina ha dato il divieto perentorio di non ricoverare più e non trattare più chirurgicamente i soggetti affetti da infezioni osteoarticolari». Per questo, prosegue Calsabianca, «migliaia di malati che in questi anni si sono curati presso il nosocomio ampezzano sono allo sbando».

Altra cosa segnalata considerata molto grave è lo «smantellamento dell'archivio storico della stessa struttura, che oltre ad essere un patrimonio scientifico incommensurabile per l'intero paese e per la comunità scientifica mondiale, ha una gravità che ravvisa il reato per ogni singolo malato curato e stabilizzato presso la struttura ampezzana».

Nella lettera si rende noto come in soggetti cronici malati da osteomielite «le recidive sono frequenti anche a distanza di diversi anni e il follow-up clinico archiviato presso la struttura assicura una continuità di cure e trattamento che da oggi non sarà più presente. Il patrimonio scientifico accumulato dal 1921 oggi rischia di essere disperso, mettendo a repentaglio la vita del cittadino, che in una fase acuta di riaccensione non avendo l'opportunità di proseguire nelle cure o di poter chiedere l'accesso a quegli atti per una giusta determinazione di terapia medica e chirurgica, potrebbe subire danni tali da mettere a rischio la stessa vita».

ANIO chiede pertanto al Ministro e al Sottosegretario alla Salute di «prendere posizione visto la gravità di quanto riferito» ribadendo che «chiunque subisca lesioni o aggrava il proprio stato di salute, a causa di tali scellerate decisioni, subendone danno, ANIO ne prenderà parte in sede legale e civile».

05/11/2017 - Marina Menardi

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