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LO SPORT E I GIOVANI ATLETI A CORTINA D'AMPEZZO

Il rovescio della medaglia dello sport: l'infortunio. Matteo Viotto, giovane atleta dello Sci Club 18, racconta la sua esperienza

BOX INFO
Nome: Matteo
Cognome: Viotto
Data di nascita: 26/1/1993
Luogo di Nascita: Conegliano
Sci Club: Sci Club 18
Sci: Salomon
Scarponi: Salomon
Scuola: Liceo Orsoline del Sacro Cuore
Hobbies: musica, sport, foto

Nel mese di maggio, nel quale i praticanti degli sport invernali si prendono un piccolo break prima dell'estate, la redazione di Voci ha deciso di affrontare un argomento tanto antipatico quanto tedioso: gli infortuni.

Questo mese abbiamo incontrato Matteo Viotto, giovane ragazzo dello Sci Club 18, che dopo due anni e un paio di mesi è riuscito a porre fine al suo "calvario". Incontriamo Matteo, dopo l'ultima operazione, nella sua camera mentre cerca di far trascorrere l'ennesimo pomeriggio di noia sul proprio letto.

Matteo, partiamo dalle domande classiche per arrivare alle specifiche: come ti sei avvicinato a questo sport?

Grazie ai miei genitori e a mio fratello più grande, all'età di tre anni, mi sono avvicinato allo sci per la prima volta: dapprima nello sci club Pordenone, sulle nevi di Piancavallo, poi a Cortina, prima nel Centro Sci Cortina successivamente nello Sci Club 18.

Per coltivare al meglio questa tua passione sei venuto a vivere a Cortina?

Esatto! Vivo a Cortina con mia madre, Cristina, e mio fratello, Simone.

Raccontaci del tuo infortunio…

Non dimenticherò mai quella data: era il 18 febbraio del 2009, mi trovavo a Caspoggio per alcune gare di discesa libera, quando, durante la mia prova, sono caduto in una compressione della pista, riportando la frattura esposta della tibia e del perone della gamba destra e una frattura bimalleolare scomposta della sinistra. Di lì è iniziato il mio calvario: la prima operazione riguardò entrambi i miei arti inferiori con installazione di fissatore esterno, lo stesso giorno dell'infortunio. Il 2 giugno dello stesso anno durante il week end della festa della Repubblica, mi trovavo a Jesolo quando uno dei fori cutanei del fissatore, diede segni di infezione. Corsi d'urgenza all'ospedale di Sondrio dove, due giorni dopo, fui operato per la rimozione del fissatore e mi ingessarono la gamba. Il 18 giugno mi operai nuovamente per l'inserimento di un chiodo endomidollare all'interno della tibia che mi è stato rimosso solo lo scorso 20 aprile.

Immaginiamo che adesso seguirai un programma di riabilitazione…

Sì, il 30 aprile ho cominciato ad appoggiare la gamba con carico a sfioro e, entro il 15 maggio, dovrei riuscire a camminare senza stampelle. Il programma di riabilitazione comprende nuoto e bicicletta, anche se, naturalmente, mi farò seguire da un bravo e competente fisioterapista.

Ti sarà possibile sciare quest'estate?

Sì! Tra un mese dovrei ricominciare abbastanza normalmente l'attività sportiva.

Chi ti sentiresti di ringraziare per dove sei oggi?

Innanzitutto vorrei ringraziare i miei genitori che mi hanno permesso di vivere in un posto come Cortina dove ho la possibilità di praticare lo sport che amo. In secondo luogo ringrazio di cuore tutti i miei allenatori per la passione che hanno messo nel loro lavoro e, infine, penso di meritarmi un ringraziamento perché credo di aver dimostrato una grande forza di volontà e di attaccamento a questo sport dopo il mio infortunio.

Che programmi hai per il futuro?

Programmi per il futuro? Vorrei cercare di finire gli anni che ho ancora a disposizione per gareggiare, e nel contempo continuare gli studi.

Ringraziamo Matteo, gli facciamo un grosso in bocca al lupo per il suo recupero e speriamo di poterlo rivedere presto al campo di allenamento



01/05/2011 - Giacomo Giorgi

Pubblicato sul giornale n. 84 - Maggio 2011


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