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LA FINE DEL CONSORZIO - parte seconda

L'editoriale del Comitato Civico Cortina

La fine del Consorzio era già stata preannunciata dalle pagine di Voci di Cortina di marzo 2015, n. 130, dove in copertina si titolò: "Cortina Turismo = Se.Am. - La fine del Consorzio". 

Come scrivemmo allora, l'epilogo di Ct era già stato siglato, a nostro avviso, dal Consiglio comunale del 26 febbraio 2015, quando si deliberò, con il voto favorevole della maggioranza e l'astensione della minoranza, che sarebbe stata la società partecipata del Comune Se.Am. ad occuparsi della promozione turistica di Cortina d'Ampezzo. Cortina Turismo avrebbe continuato ad esistere per poter accedere ad altri contributi pubblici o privati, e così i dipendenti, tramite l'acquisto di un ramo d'azienda del Consorzio, al fine di non disperdere le risorse e le conoscenze in essere e i contratti attivi.

A settembre 2015 il passaggio formale da Ct a Se.Am., preceduto dal discorso del presidente del Consorzio Stefano Illing ai soci, che invitava a votare "sì" alla cessione del ramo di azienda alla Se.Am., anche perché all'interno del cda della società comunale sarebbe entrato "uno di noi" a gestire il turismo. Presenti all'assemblea l'assessore al Turismo Marco Ghedina e l'ex presidente Se.Am. Marco Siorpaes. Poi, il colpo di scena: Andrea Franceschi preferisce nominare a capo del ramo turistico della Se.Am. il suo socio in affari Valerio Tabacchi, lasciando fuori dai giochi  i consiglieri di Ct .

Nella frenesia di quei giorni venne convocata un'altra assemblea, dove però non successe niente: non si rivotò nemmeno, ma semplicemente si prese atto del colpo basso, stimolando i soci presenti ad andare comunque avanti: nuovi progetti si sarebbero fatti, su misura dei soci. In realtà, da settembre 2015 a febbraio 2016 non si è più saputo niente.

Il Consorzio ha avuto momenti ben peggiori: si ricordi il debito che il vecchio Consorzio ha dovuto sanare - circa due miliardi delle vecchie lire - per una gestione poco oculata, ma comunque privata, con un contributo comunale che certo non era pari al milione di euro di oggi. Nonostante tutte le difficoltà, da De Stefani a Ghezze, il vecchio consorzio aveva cercato di rimanere in vita, nella speranza di trovare una soluzione di rilancio.

Sembrava che questa fosse arrivata con il progetto di Cortina Turismo, voluto dall'ex assessore al Turismo Herbert Huber.

Purtroppo, però, l'essere dipendenti economicamente dal Comune ha provocato il danno: tolti i fondi pubblici, il Cortina Turismo ora non cammina più. Ma chiuderlo rimane la scelta peggiore: se il Direttivo non sa più cosa fare, si faccia da parte, e lasci spazio a qualcun altro. Il Consorzio di promozione turistica di Cortina d'Ampezzo torni ad essere un soggetto privato indipendente, come lo è stato fino al 2008.

17/02/2016 - Associazione Comitato Civico Cortina


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