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Referendum. Chi o che cosa ha fatto cambiare idea al presidente Zaia tra il 9 ed il 13 febbraio 2016?

Nell'intervista telefonica che Nives Milani ha fatto al presidente Zaia il 9 febbraio 2016 a proposito dei cittadini di Sappada che vogliono unirsi al Friuli, al minuto 13:58 del file audio tratto dal sito di Radio Cortina Zaia risponde  "... Abbiamo detto di sì perché essendo noi convinti nell'autodeterminazione, se una comunità decide di fondersi con un altra o chiede di andare da un'altra parte lo fa in maniera democratica e corale chiedendo ai propri cittadini un parere, ci sono motivazioni di natura storica ..."

Solo 4 giorni dopo, nel primo pomeriggio di sabato 13, in occasione della firma congiunta qui a Cortina, nel minuto 3:32 del file audio, dopo aver elogiato la bellezza di Cortina d'Ampezzo, si è rivolto ad Arno rappresentate del Südtirol con queste parole: ".... presidente Kompatscher non farti venire strane idee....". Tutti hanno capito immediatamente il riferimento al nostro Referendum del 2007 e la palese contraddizione con le parole di Zaia riguardo a Sappada dette solo quattro giorni prima.

Forse Zaia nega la autodeterminazione democratica degli ampezzani, ma approva quella altrettanto democratica dei sappadini, che con identiche ragioni storiche e culturali vogliono far parte delle regioni di appartenenza, con la procedura consentita dalla Carta Costituzionale e come già avvenuto per altri Comuni.

Inoltre l'accenno di Zaia a Kompatscher è stato molto irrispettoso. I vari referendum sono nati dalle volontà popolari e fatte proprie dalle rispettive amministrazioni comunali, quindi è una questione che non viene né da Kompatscher né da Zaia. Anzi è proprio Kompatscher a dover "subire" il ritorno nel Südtirol di una comunità rimasta esiliata per
90 anni.

Così continuo a sentirmi un prigioniero politico!

Sisto Menardi

16/02/2016 - Lettere al giornale


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