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Frana ad Acquabona: è sempre allerta

Come intervenire? Un lettore si chiede come e propone alcuni suggerimenti

La televisione nazionale e veneta, giorni orsono, ha ripreso e messo in onda la quarta frana di
Acquabona.

Chiedo a chi di competenza, dopo la prima, seconda e terza frana, il fattaccio è stato preso in seria considerazione e si è pensato come intervenire?

Ora che a Cortina proliferano ingegneri e geometri, perchè il Comune non li interpella senza cercare nomi altisonanti dalla Provincia o dalla Regione?

Mi riferisco alla tragica frana di Borca di qualche anno fa. I cittadini di Borca con in testa il Sindaco, senza attendere l'aiuto della Regione e della Provincia, si sono veramente rimboccati le maniche e senza interpellare chissà chi di fama, hanno preso di petto la situazione ed hanno lavorato con impegno e fin'ora non hanno avuto il ripetersi di altri smottamenti, al contrario di San Vito ed Acquabona.

In proposito vorrei suggerire, ma forse arrivo tardi perchè già in progetto, di costruire ad Acquabona una galleria di 200 – 300 mt. con finestre come quelle sul Falzarego con mansione di paravalanghe (così come quelle sulla gardesana occidentale); se fatta non ci sarebbero più interruzioni al traffico automobilistico.

E si è pensato come togliere e ripulire il letto del Boite da tutto quel materiale franoso sceso fin'ora? Se dovesse esondare che danno potrebbe fare travolgendo tutto ciò che trova lungo il suo corso?

Speriamo, ora che si avvicina l'inverno e con il freddo che rassoda il terreno, che non ci siano più preoccupazioni fino alla prossima primavera.

Un altro piccolo suggerimento, visto che la natura quando di risveglia fa le cose in grande anche
d'inverno, perchè non sistemare vari paravalanghe lungo il declivo della Valorita? Non sarebbe
troppo tardi.

Murari Giorgio

15/10/2015 - Lettere al giornale


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