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Referendum sui Mondiali: le ragioni del NO espresse dal Comitato di contrari

Il comitato del No ai Mondiali esce allo scoperto e spiega le loro ragioni per un voto contrario. Pronti anche i manifesti per gli spazi pubblici messi a disposizione dal Comitato referendum Cortina 2021

Domenica 12 aprile i cittadini di Cortina saranno chiamati a votare per esprimere il proprio parere riguardo la candidatura di Cortina ai campionati mondiali di sci del 2021. Dopo quattro candidature fallite, questa opportunità è già di per sé una vittoria perché finora, coloro che non credono nei grandi eventi come soluzione di tutti i problemi, non hanno avuto alcuna rappresentanza a livello istituzionale ed hanno subito le decisioni calate dall’alto senza la possibilità di opporsi.

Fare un referendum per manifestazioni di ampia portata, è una prassi del tutto normale e consolidata, ricordiamo la Val Gardena nel 1990 e, in tempi più recenti, per la candidatura alle Olimpiadi 2022, abbiamo la Baviera e Cracovia, dove le popolazioni si sono espresse in maniera contraria e Oslo dove la candidatura è stata ritirata dopo un sondaggio che rilevava la contrarietà del 62% della popolazione e Stoccolma dove è venuto a mancare il sostegno del governo.


Va sottolineato come negli esempi sopra citati, siamo in presenza di paesi con situazioni politiche ed economiche ben più stabili e floride della nostra, ciononostante hanno preferito non imbarcarsi in un’avventura complessa che presenta molti risvolti negativi.

Dunque, con buona pace di coloro che ci accusano di disfattismo e di aver danneggiato il paese, non solo è stato giusto indire il referendum, ma è anche possibile votare NO.
E’ un NO che trova le sue motivazioni nella stanchezza di rincorrere da più di dieci anni lo stesso obiettivo senza ottenere nulla, e nel bilancio negativo di questa situazione non dobbiamo mettere solamente i 2.366.000 euro sprecati, 500 dei quali ancora da saldare, ma anche tutte le energie spese in un’unica direzione che hanno di fatto bloccato il paese.

I costi dell’evento vengono stimati in 50 milioni di euro, escluse le opere pubbliche. Dove troveremo questi soldi in un momento in cui raccogliere sponsorizzazioni private diventa sempre più difficile? Cos’altro ancora dovremo sacrificare del nostro paese per pagare gli eventuali debiti futuri?

Parliamo poi dell’allargamento previsto della strada che porta a Piè Tofana: 8 milioni di euro messi a bilancio dal Comune di Cortina, 12000 mq di terreni privati da acquisire o espropriare. Ma vi sembra questa una priorità per Cortina? Costruire una strada funzionale ad un unico evento e che poi servirà solo a portare le auto in quota contro ogni logica di turismo sostenibile  che dovrebbe disincentivare l’uso dell’auto privata per l’accesso alle piste?

Oltre all’allargamento della strada, c’è un’altra opera in programma: la nuova pista Sailer sul versante sud del Col Drusciè, che servirà solo per i Mondiali e poi verrà abbandonata! A questo proposito, una nota ambientale va detta: per la realizzazione della Tony Sailer verranno eseguiti 47.378,5 metri cubi di movimenti terra per scavo, 49.458,42 metri cubi di riporti terra, 171.857 metri quadrati di superficie totale dissodata, cioè quasi 18 campi da calcio, di cui mq 86.795 a vegetazione arborea.

In questi giorni abbiamo appreso dai giornali che c’è l’appoggio della Regione Veneto e del Governo, ma non abbiamo capito in cosa consista concretamente, verranno erogati dei finanziamenti o ci diranno soltanto “Bravi bravi fate pure”? Senza contare che possiamo noi fidarci di un Governo che al  mattino sostiene la candidatura di Cortina e al pomeriggio, con la stessa leggerezza, sostiene la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2022?

I vertici delle categorie economiche di Cortina hanno manifestato la loro adesione alla candidatura, ma ricordiamoci, prima di farci imbrigliare dall’appartenenza a qualche categoria, che siamo prima di tutto liberi cittadini, liberi di pensare con la propria testa, e che, dentro la cabina elettorale, uno vale uno e il nostro voto consapevole avrà un peso per il nostro futuro.

Cari concittadini, non affidiamo il  nostro futuro ad un unico evento che verrà gestito sopra le nostre teste, ma costruiamolo insieme lavorando giorno per giorno con le nostre forze e le nostre potenzialità, dire NO domenica 12 aprile è possibile.


Roberta De Zanna - Comitato del No ai Mondiali 2021

02/04/2015 - Redazione


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