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Danni boschivi e selezione naturale

Ordine e disordine nei boschi ampezzani

Tremila metri cubi di alberi schiantati e rovinati a terra sono la stima dei danni lasciati dall'inverno nei boschi d'Ampezzo, ferite che sono facilmente visibili dalle strade del fondovalle e, ancora di più, da chi percorre le carrarecce e i sentieri di bassa quota.

Anche a Cortina, come del resto in molte località del Bellunese, la neve pesante caduta a fine dicembre 2013 e le piogge che hanno battuto la valle fino ai 1700 metri di quota, hanno gravato eccessivamente sulla vegetazione arborea, spaccando tronchi e schiantando alberi un po' ovunque.

I giorni del blackout, ancora nella memoria della comunità, sono stati pesanti anche per i nostri boschi, feriti da migliaia di conifere rovesciate a terra a causa della neve. Le cospicue nevicate dei mesi successivi hanno ulteriormente gravato sulla vegetazione, con slavine devastanti per intere fasce di bosco.

Il disgelo ha portato alla luce il disordine del danno ambientale, del tutto naturale ma che fa emergere la necessità di "rimettere ordine" nei nostri boschi, soprattutto per il senso di decoro che un paese turistico dovrebbe offrire.

Le piante a terra sono soprattutto pini silvestri e abeti rossi, con diametri ridotti (dai 25 ai 30 cm) e con strutture già fragili: è stata una selezione naturale del bosco, a scapito degli individui più deboli ma anche a danno di piante mature o sane che si trovavano sui versanti più battuti dallo scirocco.

Le Regole Ampezzane si sono attivate fin dal mese di aprile per ripulire le zone più visibili e frequentate della valle, dai margini delle strade statali e regionali a quelli delle strade forestali e dei sentieri di propria pertinenza, in collaborazione con l'Anas e la Veneto Strade.

Ditte boschive locali ed esterne stanno tuttora lavorando al recupero delle piante schiantate, dalle quali non è quasi mai possibile ricavare legname da opera e che, invece, possono diventare combustibile per le centrali a biomassa del Veneto. Di conseguenza, anche per i proprietari dei boschi il recupero delle piante diventa un costo notevole, quasi mai compensato da un valore della massa legnosa raccolta e portata via.

Gli occhi del cittadino e del turista sono quindi rassicurati nel vedere una maggiore pulizia dei boschi nelle zone più frequentate, ma una grande quantità di massa legnosa a terra rimane ancora nel bosco: nei luoghi più accessibili, questa verrà gradualmente raccolta dalle persone cui vengono affidate le "consegne" per la legna da ardere, mentre altrove - in zone più impervie - le piante resteranno sul letto di caduta e torneranno, negli anni, ad alimentare il ciclo naturale della foresta, decomponendosi.

01/08/2014 - Stefano Lorenzi

Pubblicato sul giornale n. 123 - Agosto 2014


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