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La cabinovia Cortina-Cinque Torri sarà un'opera pubblica

Un nuovo impianto sportivo sulle spalle comunali. Si profila così un altro lavoro impegnativo per l'Amministrazione: organizzare in fretta bando e concessione

I soldi pubblici del fondo Brancher (sviluppo dei comuni di confine) per la cabinovia Son dei Prade - Bai de Dònes devono essere spesi dal Comune, con il contributo dei privati. Tramonta l'idea che sarebbe stata la società privata Ista spa - gli impiantisti di Socrepes e Tofana - ad arrangiarsi con l'opera, con il Comune defilato.

È saltata infatti una legge regionale e l'Amministrazione comunale dovrà sobbarcarsi il pesante iter per il bando e la gestione della concessione. L'impianto di risalita diventa un'opera pubblica a tutti gli effetti, come una scuola o la piscina. E se è così, stai a vedere se proprio non c'era nient'altro…

L'Ista non è affatto dispiaciuta del nuovo corso del progetto, nonostante il lavoro portato avanti fino ad oggi, dapprima con la progettazione e poi con lo svincolo trentennale dei terreni richiesto alle Regole nell'Assemblea dello scorso anno; la società risulta ad oggi svincolata da ogni obbligo e il bando partirà da zero, assegnando al vincitore l'attuazione del progetto e la concessione. Al di là delle difficoltà tecniche e burocratiche di attuazione, sembra che la cabinovia non sia proprio remunerativa, senza una pista di completamento. Il vice presidente Enrico Valle è comunque favorevole all'impianto e sostiene che "non si possono assolutamente perdere quei fondi".

Un passo indietro per ricapitolare.
Nel 2010-2011 sono stati assegnati i fondi per i "Comuni di confine" ad un progetto presentato dal comune di Cortina d'Ampezzo (capofila in forma associata con Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana) denominato "Realizzazione collegamento funiviario (cabinovia) Cortina - 5 Torri e intervento di mitigazione del rischio valanghivo nei comuni di Cortina-Colle-Livinallongo".

Gli interventi sono due:
1 - cabinovia da 8 posti (Son dei Prade - Bai de Dones) per un costo di 16.380.000 euro, di cui 4.914.000 euro di cofinanziamento da parte di un soggetto privato;
2 - messa in sicurezza dal rischio valanghe del passo Falzarego, del passo Valparola e del passo Giau, per un costo di 3.300.000 euro, interamente a carico del fondo.

Le modalità di partecipazione del privato al finanziamento sono stabilite dall'Odi (Organismo di indirizzo) e confermate al comune di Cortina d'Ampezzo con lettera del 30 dicembre 2013.La quota di cofinanziamento privato va acquisita mediante una procedura prevista dal "codice dei contratti pubblici" (d.lgs.163/2006).

Si possono scegliere due opzioni:
1 - Concessione di costruzione e gestione promossa dall'ente locale (opzione scelta da Cortina);
2 - Finanza di Progetto.

Il Consiglio comunale di Cortina ha deciso il 25 marzo 2014 di procedere con il bando per la Concessione di costruzione e gestione, considerato che la Finanza di Progetto non avrebbe consentito margini di manovra per ulteriori iniziative di reddito. L'individuazione del soggetto che svolgerà il ruolo di partner privato avverrà a seguito di una procedura di gara che individuerà chi assumerà il ruolo di concessionario della costruzione e della gestione dell'impianto funiviario. Incarichi professionali, esecuzione dei lavori, acquisto forniture saranno tutte con procedure di evidenza pubblica.

In sostanza, il Comune è l'effettivo beneficiario del finanziamento e deve attivare una procedura di partenariato pubblico-privato di tipo contrattuale per coinvolgere i privati (che partecipano con una quota non inferiore al 30%). Il Comune sarà la "stazione appaltante" e il proprietario dell'impianto, mentre il privato lo costruirà e lo gestirà per un periodo di tempo (massimo 30 anni).

Il costo complessivo dovrà corrispondere al quadro economico approvato con il progetto passato all'Odi. La durata massima per i lavori della cabinovia è di 3 anni, a partire dalla consegna dei lavori al soggetto che vince il bando. Per i lavori di mitigazione del rischio valanghe, la durata è stabilita in un massimo di 2 anni.

In Consiglio comunale è emerso che il bando di gara molto probabilmente dovrà essere impostato con un progetto redatto dal Comune (non potendo utilizzare quello dell'Ista per un possibile conflitto di interessi ed eventuali ricorsi). Andrà anche rivista la sostenibilità economica.

Per Stefano Ghezze, della minoranza consiliare, l'intervento è "strategico per Cortina", anche se avrebbe preferito la strada della finanza di progetto, invece del bando di costruzione-gestione (si asterrà dal voto).
Il vicesindaco Enrico Pompanin sostiene invece che l'opera progettata non ha margini di sviluppo e con la gara si punta soprattutto ad un miglioramento dell'aspetto economico;viene ribadito che la cabinovia sarà inserita nel programma delle opere pubbliche e concorrerà al bilancio comunale.
(per ulteriori informazioni: Voci di Cortina n. 86 giugno 2011 e n. 97 giugno 2012, che trovate nel sito vocidicortina.it)


COME PARTECIPA IL PRIVATO

Art. 143 Caratteristiche delle concessioni di lavori pubblici


1. Le concessioni di lavori pubblici hanno, di regola, ad oggetto la progettazione definitiva, la progettazione esecutiva e l'esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilità, e di lavori ad essi strutturalmente e direttamente collegati, nonché la loro gestione funzionale ed economica eventualmente estesa, anche in via anticipata, ad opere o parti di opere in tutto o in parte già realizzate e direttamente connesse a quelle oggetto della concessione e da ricomprendere nella stessa.
3. La controprestazione a favore del concessionario consiste, di regola, unicamente nel diritto di gestire funzionalmente e di sfruttare economicamente tutti i lavori realizzati.
6. La concessione ha di regola durata non superiore a trenta anni.
(Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE)


ENRICO VALLE, VICE PRESIDENTE SOCIETÀ ISTA


Perché il passo indietro sul progetto da parte dell'Ista?
A noi non era chiara la prassi per ottenere i fondi Brancher. Per noi dovevano andare al Comune e l'Ista figurare solo come partner privato. Il Comune si è informato presso l'Odi, che ha risposto indicando la necessità di un bando unico per la costruzione e la gestione dell'impianto. A questo punto l'Ista non c'entra più, perché tutto è demandato al bando.

Vi dispiace?

Il 30% dell'intervento richiesto sono 5 milioni, che l'Ista non ha. Se poi ci rimetti l'Iva, gli ammortamenti non li puoi fare perché è un impianto del Comune: cosa succede? Per l'Ista tutto questo era un costo totale. Con il bando unico, l'opera può comunque essere conveniente; ad esempio per chi costruisce e poi magari affida a terzi la gestione.

Perché avete presentato il progetto iniziale?
A suo tempo fu il Comune a chiedere all' Ista di fare il progetto, proprio perché doveva essere una richiesta pubblico/privato.

L'impianto starà in piedi economicamente?

Per valutare se l'impianto è economico o meno, dipende da come si fanno i conti.Tutto sta nel numero dei passaggi da calcolare; non è semplice.


IL PROGETTO
(estratto della relazione tecnica al progetto preliminare)

Il progetto consiste nella realizzazione di una cabinovia di collegamento fra le zone sciistiche di Cortina d'Ampezzo e delle "5 Torri", in alternativa al collegamento oggi realizzato con autobus.

La stazione di partenza, localizzata a "Son dei Prade", è posta poco più alta della strada statale n. 48 "delle Dolomiti" in prossimità di un ampio parcheggio raggiungibile dalla stazione di monte della seggiovia quadriposto "Olimpia" che è praticamente l'ultimo impianto di risalita della zona sciistica ad ovest di Cortina. Il collegamento diretto da Son dei Prade a Bai de Dones avrebbe una lunghezza di circa 4700 m, eccessiva per la tipologia d'impianto in oggetto; esso inoltre sorvolerebbe tre volte la strada statale in zone di notevole pregio paesaggistico.

Si opta pertanto per la soluzione di due tronchi di cabinovia con stazioni intermedie di transito.
La linea del secondo tronco "Cianzopè - Bai de Dones" si sviluppa sull'ampio pendio di bosco al lato destro orografico del "Fourzago" di fondo valle con la stazione di arrivo praticamente sopra al garage dei battipista posto posteriormente alla stazione di valle della seggiovia quadriposto "Bai de Dones - Alpe Potor".
Il collegamento realizzato dai due tronchi di cabinovia al momento è privo di piste da sci, pertanto il trasporto sarà effettuato in entrambi i sensi, con l'esercizio limitato alla sola stagione invernale.

La tipologia d'impianto scelto è la cabinovia ad ammorsamento automatico con cabine a otto posti seduti, dotate di porta sci esterni. L'impianto viene dimensionato tecnicamente per una potenzialità di trasporto di 1800 P/h con un inizio di esercizio alla portata ridotta di 1100 P/h, in considerazione di un avvio graduale del sistema di collegamento

01/04/2014 - Edoardo Pompanin

Pubblicato sul giornale n. 119 - Aprile 2014


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