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Emergenza neve

Luca Da Poz e l'insolita stagone delle guide alpine

Sai dirmi circa quanti interventi avete fatto sui tetti?
Non saprei... parecchi. Abbiamo iniziato con qualche urgenza, soprattutto sugli sporti dei tetti, poi è continuato a nevicare quindi è stato necessario togliere di più per liberali dal peso.
Dopo che avete dato la vostra disponibilità, le liste d'attesa son arrivate addirittura a 16/17 giorni...
Sì, perché un tetto non è che lo fai in un attimo! Tutti quelli che potevano, appena erano liberi, venivano a dare una mano.

Se non altro avete rimediato all'impossibilità di svolgere il vostro vero lavoro!
Sì, nel disastro generale, almeno abbiamo potuto lavorare lo stesso! Non è che sia proprio un dato positivo, perché vivendo di turismo abbiamo bisogno di turisti più che della neve dei tetti!
E adesso che la situazione si è un po' normalizzata è ancora complicato fare escursioni alpinistiche?
No, adesso le condizioni sono perfette, il grado di rischio è calato e varia da due a tre.
Secondo me non è la quantità di neve che fa il grado di rischio, è più pericoloso il vento.

C'è stato qualche episodio saliente, qualche intervento particolarmente urgente?
Abbiamo trovato alcune case al limite, con camini crollati, con le travi piegate all'interno, che senz'altro avevano bisogno di essere liberate, ma probabilmente i casi più gravi li hanno visti i pompieri.

Concordi nel ritenere che Cortina abbia effettivamente passato uno stato di calamità?

Assolutamente, questo è uno stato di calamità, considerando tutto quello che abbiamo visto e quello che vedremo solo a primavera; le cifre di quello che abbiamo perso e di quello che abbiamo speso sono enormi. Ora col sole la neve è bellissima da vedere, è spettacolare, ma quando è troppa fa danni!

01/03/2014 - Alice Gaspari

Pubblicato sul giornale n. 118 - Marzo 2014

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