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Emergenza neve

Parla un amministratore di condomini

Tutti abbiamo passato dei gran brutti momenti per riuscire a liberare ciascuno la propria casa o albergo, il parcheggio, il tetto, il garage e quant'altro dalla neve, ma voi... !
L'emergenza più grossa è stata senz'altro il riuscire a trovare squadre abilitate che venissero a spalare i tetti. Gli sporti si inclinavano, gli abbaini si rovesciavano, era urgentissimo liberare i tetti, ma in quei giorni non si trovavano uomini; è stato necessario chiamare ditte esterne, più care perché bisogna pagar loro la trasferta. Poi la neve che cade dai tetti va a "sotterrare" i seminterrati e i piani terra, ciò rende urgente trovare ruspe e, dove queste non arrivano, squadre di spalatori che liberino sotto; però la neve non si può più buttare da nessuna parte, non ci sta, quindi è fondamentale trovare un camion che la porti via. Sono stati giorni d'inferno!

I condòmini che reazioni hanno avuto?
Spesso i condòmini non capiscono, non si rendono conto della situazione, vogliono i servizi ma non vogliono pagare. Una fresa di quelle grandi, che spari la neve lontano e che possa lavorare dove le ruspe e i camion non possono arrivare, ti costa 250 euro all'ora, compreso lo spostamento dal luogo dal quale deve arrivare.
Non tutti vogliono che venga spalata la neve dal tetto, sempre per contenere i costi, non comprendono il rischio; altri invece ti dicono: "perché non hai tolto subito la neve dal tetto?" Le persone degli attici chiamano perché vedono le travi che iniziano a piegarsi, perché non riescono più ad aprire le finestre o, una volta aperte, non riescono più a chiuderle; perché gli intonaci si staccano. Poi ci sono i danni ai piani bassi, perché le ruspe hanno rotto tapparelle, sfondato vetri, muretti e recinzioni; quest'anno c'è anche il problema dei porfidi, che hanno ricevuto questa massa di neve quando ancora il terreno non era gelato e quindi si sono tutti bucati e sollevati; alcuni garage, quelli più vecchi fatti di laterizio, hanno dovuto essere puntellati, alcuni si sono sfondati e c'è chi ti urla che non pagherà niente.
C'è anche qualcuno che ti chiama a mezzanotte, perché è arrivato a Cortina quel week end e non ha trovato il suo parcheggio libero e chi ti chiede che venga subito aperta la solita stradina nel prato per raggiungere il centro a piedi come d'estate o che venga liberato il prato perché devono giocarci i bambini. Per fortuna su dieci condomini otto capiscono... ma bastano anche solo quei due a farti letteralmente impazzire!

In genere hanno preferito venire a Cortina o hanno rinunciato?

Quasi nessuno è arrivato, perché ci chiamavano per informarsi della situazione e noi abbiamo dovuto dir loro di non venire in quei giorni, perché non c'era nemmeno la possibilità di parcheggiare la macchina.

Col blackout invece come è andata?
È stato un disagio soprattutto per le ruspe, perché avevano finito il gasolio e non potevano venire.
Ci sono stati episodi particolarmente problematici?
Sì, un edificio in grave sofferenza, una ruspa che ha troncato i tubi del gas, una pianta caduta; in quelle circostanze abbiamo chiamato i pompieri, che sono venuti immediatamente.

È legittimo affermare che anche Cortina è stata interessata dallo stato di calamità dichiarato dalla Regione?

Assolutamente sì... per noi è stato veramente un inferno. Il brutto è che chi arriva adesso non capisce, non può rendersene conto!

01/03/2014 - Alice Gaspari

Pubblicato sul giornale n. 118 - Marzo 2014

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