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Piano Casa: alcune puntualizzazioni

Gentile dott.ssa Menardi, il normalizzarsi delle condizioni meteorologiche avutosi negli ultimi giorni mi ha permesso, finalmente, di dedicarmi, con la dovuta attenzione, alla lettura del numero di febbraio del mensile da Lei diretto.

Ho apprezzato la dovizia e la cura con cui sono state illustrate e rese di facile lettura le delicate problematiche tecnico-giuridiche relative al Piano Casa in quel di Cortina d'Ampezzo.

Tra i tanti e utili riferimenti normativi, la dove si parla di aumenti di volume che a Cortina diventano speculazione, non avrebbe stonato un rinvio al Titolo III della Parte I della nostra Costituzione circa i Rapporti economici. Il Piano Casa, cosi come formulato dalla Regione Veneto, nella molto difficile congiuntura in cui versa la Nazione, appare con forza inerire e diramare dagli articoli 41 e 42 del Dettato Costituzionale, i quali, nell'affermare la liberta della iniziativa economica privata, parimenti riconoscono e garantiscono per legge la proprieta privata "allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti".

Appare lapalissiano ricordare come la trasformazione edilizia produca indotto e quale sia l'assetto delle strutture economiche su cui poggia Cortina. Non e corretto sussumere nella fattispecie di speculazione edilizia il presupposto di alienazione o multiforme disposizione onerosa di patrimonio immobiliare che permette a molti cantieri, grandi e piccoli, di partire e alimentarsi al riparo dall'alea di un mercato delle affittanze in continuo calo e incapace di garantire il ritorno di grossi investimenti edilizi.
Non va inoltre commesso l'errore di concepire la proprieta immobiliare come mera titolarita reddituale in capo a singoli soggetti, trascurandone la naturale funzionalizzazione economica, a beneficio della comunita tutta, derivante dal pronto, seppur condizionato, appoggio ad una ben intenzionata iniziativa privata.

Ben intenzionata come quella che ha spinto molti artigiani e imprenditori a radicarsi con ancora maggior forza in questa valle creando attivita e posti di lavoro, consci delle difficolta di chi vive ed opera in montagna, ma decisi a sublimare le loro capacita umane e professionali nella costruzione di un edificio spirituale ancor prima che materiale per le generazioni future.

Una realta dove la Vita, pur nella rarefazione tipica delle valli alpine, possa continuare ad essere sostenuta ben oltre la sussistenza meramente biologica e dove l'eterno contrasto tra vecchio e nuovo, tra sviluppo e salvaguardia, possa trovare, finalmente, fruttifera sintesi superiore nella individuazione di obiettivi comuni di crescita e progresso e non scadere ideologicamente, ancora una volta, in sterile lotta fratricida.

Ringraziando, con rispetto, La saluto!

Mauro Girardi

01/03/2014 - Lettere al giornale

Pubblicato sul giornale n. 118 - Marzo 2014


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