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Il Comune di Cortina d'Ampezzo ancora sotto il mirino della Procura: seguestrati dalla Digos i faldoni della palestra di roccia

"Difficile lavorare in queste condizioni: sempre sotto la lente di ingrandimento" dice il vicesindaco Enrico Pompanin. "I lavori non verranno certo sveltiti, ma continuano"

Nuova indagine della Procura della Repubblica di Belluno che ha inviato i funzionari della Digos di Belluno nel Comune della Regina delle Dolomiti. Questa volta sono stati sequestrati i faldoni dei bandi e delle comunicazioni interne relative alla palestra di roccia, l'impianto attualmente in costruzione vicino allo stadio del ghiaccio.

"E' veramente difficile lavorare in queste condizioni" ammette il Vice Sindaco Enrico Pompanin" sempre sotto la lente di ingrandimento. Anche questa volta, comunque, non abbiamo nulla da nascondere e i documenti, come sono stati sequestrati, cosě speriamo che saranno resi nuovamente fruibili. Questa nuova iniziativa della Procura rallenterá i lavori, ma non li fermerá del tutto. Confidiamo che la domanda di dissequestro, che presenteremo immediatamente, verrá accolta positivamente, smettendo di far pesare sui cittadini i ritardi dovuti ad un'attenzione su Cortina francamente fuori dall'ordinario.  Speriamo che, dopo l'ennesima "visita" si decidano a lasciarci svolgere il lavoro per il quale gli elettori ci hanno incaricato. Ma noi continuiamo a ribadire la nostra fiducia nelle Istituzioni, immaginando che nella decisione di avviare un'indagine abbia pesato anche lo strepito e le polemiche di questi ultimi tempi sulla palestra di roccia. Non vogliamo, perciň, alzare i toni o attirare ancora altra  attenzione su Cortina, ma andiamo avanti di buona lena lavorando positivamente per il nostro paese".

(Comunicato stampa dell'Amministrazione comunale)

25/06/2013 - Redazione


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